logoaag.gif (15892 byte)

indietro home avanti

APPUNTI DI DIZIONE
La Z dolce o sonora

        La "z" dolce o sonora italiana è quella usata per pronunciare il vocabolo zero e deriva spesso dalla "-di-" seguita da vocale del latino classico.

Esempi:
prandium --> pranzo,
radius --> razzo.


        La lettera "z" ha suono dolce o sonoro nei seguenti casi:
  1. Nei suffissi dei verbi in "-izzare"
    Esempi: organizzare, penalizzare, coalizzare, concretizzare, carbonizzare, sinterizzare, sintetizzare
  2. Quando è lettera iniziale di un vocabolo ed è seguita da due vocali
    Esempi: zaino, zuavo, zoologo
    Eccezioni ("z" aspra o sorda):
    nel vocabolo zio e suoi derivati che rientrano nella regola della zeta aspra o sorda perché presentano la vocale "i" seguita da un'altra vocale.
  3. Quando è lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba inizia con una delle consonanti cosiddette sonore "b", "d", "g", "l", "m", "n", "r", "v"
    Esempi: zebra, zodiaco, zigote, zelante, zummare, zenzero, zero, zavorra
    Eccezioni ("z" aspra o sorda):
    nei vocaboli zanna e zazzera
    nel vocabolo zigano perché in realtà deriva dal termine caucasico "tzigan".
  4. Quando è semplice in mezzo a due vocali semplici
    Esempi: azalea, azoto, ozono, Ezechiele, Azeglio, nazareno
    Eccezioni ("z" aspra o sorda):
    nel vocabolo nazismo.

indietro home avanti