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Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare Atmosfere rarefatte
e contrasti di luci e ombre; due piani scenografici sui quali si snoda lazione: ecco
le basi di questa lettura del capolavoro di Shakespeare.
La dimensione irreale č protagonista del Sogno, come negli altri capolavori che, insieme a questopera, costituiscono la triade fantastica del Bardo di Stradford on Avon: La tempesta e La dodicesima notte. Lirrealtą dellopera si manifesta tramite il continuo alternarsi sui due piani dellazione, tra i personaggi che costituiscono il regno delle ombre (il beffardo spiritello Puck, Oberon, Titania e la loro schiera di fate ed elfi), e i personaggi "terrestri". Come in un gioco di pedine, il destino degli umani, qui proiettati in un mondo senza luogo e senza tempo, č governato dai capricci di quegli esseri soprannaturali, pur dagli umanissimi istinti.
Quando tutto pare risolto, dopo averci trascinato in un vortice onirico, non esente da tratti inquietanti, Shakespeare argutamente ci riporta al pensiero razionale, inducendoci dunque alla riflessione sulleterno conflitto tra le forze del bene e del male e affidandoci il difficile compito del saperle riconoscere. |
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Copyright © 1997-2007 Accademia Attori - TorinoUltimo aggiornamento: 05 settembre 2007 |