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Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare

sogno6.jpg (69208 byte)Atmosfere rarefatte e contrasti di luci e ombre; due piani scenografici sui quali si snoda l’azione: ecco le basi di questa lettura del capolavoro di Shakespeare.

La dimensione irreale č protagonista del Sogno, come negli altri capolavori che, insieme a quest’opera, costituiscono la triade fantastica del Bardo di Stradford on Avon: La tempesta e La dodicesima notte.

L’irrealtą dell’opera si manifesta tramite il continuo alternarsi sui due piani dell’azione, tra i personaggi che costituiscono il regno delle ombre (il beffardo spiritello Puck, Oberon, Titania e la loro schiera di fate ed elfi), e i personaggi "terrestri". Come in un gioco di pedine, il destino degli umani, qui proiettati in un mondo senza luogo e senza tempo, č governato dai capricci di quegli esseri soprannaturali, pur dagli umanissimi istinti.

sogno1.jpg (37526 byte)Da queste premesse scaturisce un intricato e gradevolissimo gioco di scambi di coppie, equivoci, travestimenti e trasformazioni, prima complicati e poi risolti da appropriati interventi magici.

Quando tutto pare risolto, dopo averci trascinato in un vortice onirico, non esente da tratti inquietanti, Shakespeare argutamente ci riporta al pensiero razionale, inducendoci dunque alla riflessione sull’eterno conflitto tra le forze del bene e del male e affidandoci il difficile compito del saperle riconoscere.

 

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Ultimo aggiornamento: 05 settembre 2007